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I Carmelitani in Europa

       Dopo la terza crociata,alla fine del XII secolo, sul Carmelo si stabilirono e iniziarono a condurre vita eremitica alcuni pellegrini provenienti da varie parti dell’Europa occidentale.

        Presero dimora nelle  grotte di quella zona, poi costruirono delle celle ed  al centro edificarono una cappella che dedicarono a Maria.

        Questi pellegrini-eremiti erano per lo più laici,che desideravano perseverare in santa penitenza.

        Volevano  seguire  lo  stile  di  vita degli  apostoli,  avendo  come  modello ideale la primitiva comunità degli Atti degli Apostoli (At 2,42-47).

        Tra il 1206 e il 1214 chiesero ad Alberto di Vercelli, Patriarca latino di Gerusalemme, di redigere i primi statuti  (la cosiddetta Regola primitiva o formula vitae) ai quali riferirsi.

         La breve “Formula di vita”, più volte raccomandata dai Papi  finalmente approvata e integrata da Innocenzo IV nel 1247,  è diventata  la Regola Carmelitana, che fino ad oggi costituisce  il punto di riferimento fondamentale per la vita dei frati carmelitani.

         Intorno  al  1230  gli  eremiti  del  Monte  Carmelo,  forse  a  causa  delle continue incursioni da parte dei turchi, furono costretti a ritornare in Europa.

         Le notizie della fondazione più antica in Europa sembrano testimoniare la  presenza di carmelitani a Valenciennes, nel 1235. Qualche anno dopo è attestata la loro presenza in Italia, a Messina, in Inghilterra ad Aylesford e ad Hulne.

         L’ordine Carmelitano sparì completamente dalla Terra Santa con la caduta del regno latino (1291), mentre si è contemporaneamente esteso in Europa,fino a contare 150 case.

         I Papi Onorio IV, Bonifacio VIII  e Giovanni  XXII, con una serie di documenti pontifici concessero ai Carmelitani tutti i diritti degli altri Ordini Mendicanti:Francescani e Domenicani. Siamo nel 1326.

         Il pilastro principale su cui si fonda la vita Carmelitana è il seguente:vivere e servire Gesù Cristo,unico Signore della loro esistenza. Preghiera personale e liturgica, Eucarestia, lettura orante della Scrittura, servizio apostolico,scandiscono così la giornata dei frati,i quali nel comune tendere alla piena conformazione al Signore Gesù,si scoprono fratelli fra loro e  chiamati a condividere  tutto  nell’amore, per creare fraternità  tra gli uomini  e  le donne del loro tempo, in mezzo a cui vivono.

 

La famiglia carmelitana

     Ben presto anche numerosi laici,uomini e donne,desiderarono vivere il carisma e la spiritualità dell’ordine e partecipare ai suoi doni spirituali. Da queste persone, variamente aggregate,nacquero gli altri rami della Famiglia Carmelitana.

         Le monache, che dal 1452 si diffusero rapidamente, dando ben presto frutti di santità tra cui risplendono le grandi mistiche S:Teresa di Gesù e la fiorentina S.Maria Maddalena de’ Pazzi.

          Le monache condividono con i frati la Regola e l’impostazione di fondo della vita Carmelitana,della quale manifestano e sottolineano,per mezzo della clausura,la dimensione contemplativa e ritirata.

           Le suore di vita attiva, che, ispirandosi ai pilastri della spiritualità Carmelitana,annunciano il Vangelo attraverso la loro presenza in mezzo al popolo,con la preghiera e la testimonianza.

I terziari, che vivono appieno la spiritualità Carmelitana nel matrimonio o nel celibato, ma rimanendo laici e vivendo le situazioni ordinarie della loro esistenza.

           Essi sono chiamati a vivere i valori portanti del Carmelo in mezzo al mondo,in famiglia, nel lavoro e nella vita sociale.

           Ad essi vanno aggiunti i numerosissimi devoti di Maria,aggregati all’Ordine con lo Scapolare o Abitino. Vivono il battesimo in pienezza , si dedicano alla preghiera ed alla carità verso gli altri.

Le Origini del Carmelo

 

 

          All’origine dei frati Carmelitani c’è un luogo: il Carmelo, il promontorio che si affaccia sul mar Mediterraneo,chiude a sud il golfo di Haifa e dà il nome alla catena di colline che, a partire da lì, si allunga verso sud-est.

         Il suo nome ebraico, Karmel, vuol dire  “giardino fiorito”, frutteto, in opposizione alla steppa e al deserto.

         Nella Bibbia, il Carmelo viene nominato più volte come sinonimo di fecondità e bellezza.

         Ma, soprattutto,è legato alle vicende del profeta Elia,che insieme a Maria, Madre del Salvatore, è uno dei due modelli spirituali di coloro che si stabilirono sul Monte Carmelo.

Il profeta Elia richiama i carmelitani a vivere la dimensione profetica del Battesimo,nell’annuncio continuo e coraggioso del Vangelo a tutti.

          Maria è la Madre del Signore Gesù,che ama e protegge i suoi figli. E’ la Vergine capace di ascoltare e accogliere la parola di Dio con disponibilità totale: diventa perciò il modello del Carmelitano,che con purezza di cuore si lascia incontrare dal Signore ed è disposto a compiere la sua volontà ogni giorno.

Maria è la donna nuova, pienamente unita per mezzo dello Spirito a Gesù e con Lui al Padre: anche il Carmelitano si sente chiamato a vivere in piena comunione con Dio.

 

         

      

     Elia e Maria modelli ispirativi

Sul Monte Carmelo, il profeta Elia sfidò e sconfisse i profeti di Baal,la divinità cananea della vita e della fecondità.

       Elia aiutò il popolo d’Israele, attratto dal culto di Baal, a riconoscere il vero Dio della vita, il Vivente JHWH (1 Re 18,20-40). Dalla sommità del promontorio del Carmelo, Elia prego JHWH perché ponesse fine alla siccità che durava da 3 anni e mezzo (Re 2,25; 4,25). Lungo i secoli si sono infatti succeduti in varie aree del Carmelo gruppi di persone che hanno voluto servire il Signore sulle orme di Elia.

     I nostri eremiti pellegrini si sono sentiti eredi di questa lunga schiera di persone, invisibilmente toccate dall’amore misericordioso del Dio vivente.

      Il Carmelo poi, era sempre stato nella memoria degli uomini biblici il simbolo di bellezza e fecondità. (Ct 7,6; Is 35,2).

     Il naturale richiamo alla bellezza della vita e la continua esperienza di Dio aveva condotto i pellegrini verso la Madre della Bellezza: Maria.

        Ben presto,infatti, i Carmelitani identificarono il Monte Carmelo con il luogo di Maria:lo splendore e la naturale fecondità del monte li richiamava di continuo alla semplicità della Madre del “più bello dei figli dell’uomo” (Sal 45,3).  

      Maria la donna Vergine e Madre, la donna dell’ascolto silenzioso e fattivo della Parola di  Dio, divenne ben presto una presenza ispirante per quel gruppo di eremiti.

        Essi ne sentirono sia la presenza protettrice,che la compagnia della Sorella capace di accompagnarli e guidarli per i duri sentieri che conducono fino alla vetta del monte: Gesù Cristo.

Dagli scritti di Guglielmo di Coventry carmelitano inglese